Logo e identità aziendale: l’importanza della riconoscibilità

Che si tratti di una grande multinazionale o di un start-up innovativa under 30, di un negozio artigianale o di un libero professionista, avere un logo e un marchio identificabili sono un’esigenza fondamentale alla riconoscibilità di ogni singola azienda.
Questo perché il logo – ovvero, la parte grafica del marchio – rappresenta da un lato il codice comunicativo di base del brand, dall’altro l’anima stessa dell’attività.
Il suo significato è profondo e intimamente connesso alla filosofia aziendale, e trasmette – o almeno, dovrebbe trasmettere – tutta una serie di messaggi coerenti e coincidenti con ciò che rappresenta.
Non è infatti un caso che la notorietà di un’azienda sia spesso proporzionale al successo, e quindi alla riconoscibilità, del suo marchio. Per questo è importante, se non addirittura vitale, avere un logo moderno
e un’immagine grafica curata: sono questi elementi visivi i primi presupposti su cui nasce e si sviluppa la fiducia delle persone nei confronti di una specifica marca. E la loro fedeltà ad essa.


Creazione del logo: le fasi di un processo complesso e delicato

Certo, tutti vorremmo avere un piccolo “segno grafico” che ci identifichi al volo e che “racconti” a chiunque che si tratta di noi e di nessun altro. Ma da questo desiderio ad avere la “virgola” all’insù della Nike, il percorso non è dei più facili. Anzi, ha quasi del miracoloso.
Come primissima cosa bisogna tenere a mente una verità fondamentale. Chi decide in ultima istanza le sorti di un brand è il consumatore finale: è chi lo sceglie e lo usa, e quindi decide se amarlo oppure odiarlo.
A dirlo non siamo noi, ma il guru del marketing Kevin Roberts, AD dell'agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi dal 1997 al 2014, autore del famosissimo Lovemarks i cosiddetti “marchi d’amore”. In questo libro Roberts afferma che il futuro del commercio è proprio affidato a questi lovemarks “i marchi di quei prodotti a cui siamo legati da una relazione affettiva, da un rapporto che coinvolge tutti i nostri sensi, e che sono stati capaci di instaurare un senso di lealtà nell'acquirente, in grado di attrarci aldilà di ogni forma di razionalità, che sia economica o pratica”. Pensiamo soltanto alla nostra Vespa o alla Cinquecento.
In effetti, in prima istanza, ciò che spinge l’essere umano ad un’azione – anche un’azione di acquisto – sono le emozioni, la razionalità arriva solo seconda, quando bisogna farsi un giudizio.
Da qui si evince come la prima funzione di un marchio dovrebbe essere quella di suscitare un’emozione,
una sensazione. Il logo deve quindi trasmettere “immediatamente” sentimenti positivi, che poi altro non
sono che i valori su cui si fonda la filosofia di ogni azienda. Coerenza sin dal primo impatto.


Il segreto di un buon logo?

Semplicità, personalità, flessibilità e chiarezza, originalità e memorabilità
Ebbene sì, più semplice è un logo più facile sarà ricordarselo. Non solo. La semplicità o la semplificazione – che nulla hanno a che vedere con il semplicismo – sono simbolo del raggiungimento del successo. In questo
articolo ci siamo occupati dell’evoluzione del marchio di airbnb: una bella storia che parla proprio di questo.
E nella pratica? Cosa può rendere un logo memorabile e quindi di successo?
Bisogna sempre partire dal presupposto imprescindibile che il marchio debba rispettare la personalità del brand.
Così i colori nei quali lo realizzeremo dovranno essere quelli dell’immagine aziendale, ma dovremo stare attenti a che funzioni anche in bianco e nero, stampato o pubblicato sul web.
Dovrà essere scalabile, ovvero riconoscibile anche se tracciato a piccole dimensioni: pensiamo ai biglietti da visita o ad un’etichetta su una bottiglia. Non ultimo, dovrà essere originale. Sembra un’affermazione banale, ma non la è. Un piccolo consiglio a tale proposito, siamo circondati da icone, emoticon e simboli, il nostro logo dovrà essere unico e possibilmente durare nel tempo. Affidatevi quindi ad un professionista: “mio cugggino” non è sempre la scelta migliore. In fondo come dice il designer David Airey: “Anyone can design a logo. But not everyone can design the right logo”.